Note d'autunno all'Auditorium Arvedi: la Wiener Concert-Verein inaugura la ripresa dello STRADIVARIfestival tra eleganza e virtuosismo

01 ott 2026

Dopo la consueta pausa estiva, la XIV edizione dello STRADIVARIfestival ha ripreso il suo cammino negli spazi dell’Auditorium Giovanni Arvedi di Cremona. La rassegna, promossa dal Museo del Violino e Unomedia con il sostegno della Fondazione Arvedi Buschini e dei MdV friends, ha visto protagonista sul palco la Wiener Concert-Verein, prestigioso ensemble d'archi austriaco di fama internazionale e custode autentico della grandissima tradizione classica viennese.

La compagine ha regalato al pubblico una serata di eleganza tornita, dispiegata attorno a un programma estremamente fresco e godibile, costruito su capisaldi della letteratura per orchestra d’archi alternati con gemme meno note e meritevoli di essere valorizzate. La sapiente scelta dei brani ha tracciato un affascinante percorso tra Otto e Novecento attraverso le atmosfere del Nord Europa e della tradizione celtica, ma occorre sottolineare che chi si aspettava gelide atmosfere nordiche, vista l’area geografica di provenienza dei compositori in programma, è rimasto piacevolmente deluso.

Apertura della serata scoppiettante, affidata ai travolgenti ritmi dattilici della celebre Holberg Suite op. 40 di Edvard Grieg. L'orchestra austriaca ha affrontato le cinque miniature baroccheggianti con un equilibrio formale impeccabile: dal brillante nitore ritmico del Praeludium e della Gavotte sino al lirismo intenso e pensoso dell'Air, il gruppo ha fatto risplendere l'omaggio che il compositore norvegese ha dedicato al teatro ironico e satirico di Ludvig Holberg grazie alla sapiente calibratura delle agogiche mai spinte oltre il limite, anzi, piuttosto comode, in modo da dare risalto a ogni sfumatura, come solo i complessi veramente affiatati sanno fare. Lo splendido Rigaudon ha fatto brillare le qualità del konzertmeister e della prima viola, a loro agio alle prese con gli arabeschi virtuosistici dei soli previsti in partitura.

A seguire, la Little Suite op. 1 del danese Carl Nielsen ha confermato la straordinaria sensibilità dinamica dell'ensemble. Scritta dal compositore a soli ventitré anni, la pagina si è svelata in tutta la sua trasparenza, dal malinconico tema iniziale affidato ai violoncelli nell'andamento del Präludium fino ai richiami nostalgici e mahleriani dell'Intermezzo, prima del vivace ed energico Finale.

La seconda parte del concerto si è aperta nel segno di Benjamin Britten e della sua celeberrima Simple Symphony op. 4. Composta rielaborando temi d'infanzia dell'autore inglese, la sinfonia ha contagiato la sala con la sua vivacità. La formazione viennese ha eseguito il brano scegliendo, come per Grieg, tempi solidi e rilassati, più austroungarici che da figli d’Albione, evidenziando una padronanza tecnica encomiabile, e strappando lunghi applausi, grazie anche al particolare virtuosismo e la precisione timbrica profusi nel celebre Playful Pizzicato e all’espressività misurata ma magnetica per unitarietà di intenzioni della Sentimental Sarabande.  Frolicsome Finaleserratissimo con l’afflato dei gruppi che non si affidano a un direttore per trovare un respiro comune. 

Chiusura del programma in kilt, riservata a una preziosa composizione di non frequente esecuzione: le Scenes from the Scottish Highlands del compositore britannico Granville Bantock. Nei cinque movimenti intrisi di spirito gaelico — tra ritmi serrati di danze tradizionali e il toccante nitore della Gaelic Melody —, la Wiener Concert-Verein ha dato una lezione di colore strumentale, restituendo con brio e calore espressivo le atmosfere pittoresche della Scozia.

È stato un appuntamento di notevole profilo artistico, dove la perizia tecnica del gruppo austriaco si è fusa alla perfezione con l'immediata piacevolezza di una scaletta intelligente e dinamica, applauditissima da un pubblico caloroso ed entusiasta, premiato da ben due bis, la Danza ungherese n.1 di Brahms, e la Pizzicato Polka di Strauss, brani così istintivamente nelle corde dei sanguigni musicisti viennesi da regalare un sorriso e un gioioso anticipo delle festività dei mesi a venire.

Fotoservizio Francesco Sessa Ventura

Angela Alessi

© Riproduzione riservata

Tutti gli articoli