Il Politeama torna alla città come Casa della Liuteria. E le associazioni liutarie, per la prima volta unite, applaudono

10 ott 2026

Le Sarabande di Bach suonate da violoncello e violino a chiudere una giornata storica per Cremona: il ritorno del Politeama Verdi alla città dopo 57 anni. Ad applaudire l'iniziativa della Stauffer e del Consorzio liutai tutte le associazioni che raggruppano operatori di liuteria (Cna, Confartigianato, Ali, Anlai) e una cinquantina di artigiani professionisti nella costruzione di strumenti a corda o a pizzico. Anche questo un fatto storico che sembra aver fatto dimenticare anni di polemiche e contrapposizioni spazzate via dall'entusiasmo per la "nuova" Casa della Liuteria cremonese. E il Politeama nonostante le manomissioni, le tamponature, le colate di cemento e la presenza di impalcature, sembra aver colto l'importanza dell'evento rimandando a sorpresa e magicamente un'acustica ancora perfetta all'esecuzione di due allievi della Stauffer: Emma Bertozzi al violino e Gabriele Condiloro al violoncello. Grande artigianato e musica all'inizio della sua nuova vita.

Entro la fine del prossimo anno Cremona avrà la Casa della Liuteria, una straordinaria occasione per mettere in sintonia quello di cui Cremona va famosa nel mondo: la costruzione di violini e la presenza di un'Accademia che perfeziona con grandi maestri l'esecuzione degli strumenti ad arco. Il presidente della Stauffer, Alessandro Tantardini, ha fatto gli onori di casa davanti al palcoscenico mentre un grande rendering copriva quel che resta del palco mostrando come sarà una volta realizzato il pavimento e il fondo in legno. "E' una struttura che permetterà il dialogo con tutte le associazioni liutarie dalle quali aspettiamo suggerimenti, e con il Museo del Violino. Tutto per riaffermare il ruolo di Cremona capitale mondiale della Liuteria", ha detto. Un luogo che farà parte degli itinerari di Cremona tra la liuteria storica e quella moderna, tra strumenti antichi e realizzati dalle botteghe cremonesi. E un assaggio del ruolo della casa della liuteria lo abbiamo avuto con l'esposizione in quella che era la platea, "nella piazza" (come l'ha definta il progettista, architetto, artista e designer Angelo Micheli), di alcuni strumenti di liutai della città del Torrazzo e del quartetto di Pierangelo Balzarini nel foyer del teatro. Il consigliere regionale Marcello Ventura, plaudendo all'iniziativa, ha ricordato che dallo scorso anno esiste una legge regionale che valorizza (anche con un contributo) la liuteria cremonese facendo crescere la sua dimensione internazionale anche con manifestazioni come quella che si terrà dal 13 al 18 dicembre. Ventura ha poi ricordato il valore della legge regionale che già dal prossimo bilancio potrebbe essere aumentata come contributo (attualmente 100mila euro).

E' poi toccato al progettista Angelo Micheli, affiancato dall'architetto Corbari, illustrare la filosofia e i criteri d'intervento dove al primo posto ci sarà la valorizzazione del "vuoto che vale di più del pieno, illuminato dalla grande cupola", la salvaguardia di quello che ancora è rimasto nel teatro sia degli antichi stucchi che del cemento che sogna di vedere come un nastro di seta. "Questo era un luogo amato dalle persone e così vogliamo ritorni", un luogo ben inserito nella città e nel tragitto dalla stazione al Museo del Violino tant'è che il foyer sarà una specie di galleria coperta tra via Cesare Battisti e via Arisi dove chi passa potrà vedere quel che c'è nella casa della liuteria. Nel primo ordine di palchi ci saranno esposizioni liutarie mentre all'ultimo piano, quasi a contatto con la grande cupola da dove si vede un panorama unico, al posto del loggione troverà spazio una grande biblioteca sulla liuteria e la musica. 

Domani e domenica, per le giornate del Fai, i cremonesi potranno rivedere ciò che resta del Politeama chiuso dal 1969, respirare la storia dei suoi muri, vedere come, purtroppo, è stato ridotto ma anche sognare la sua imminente resurrezione. Per il vecchio Politeama rinato nel 1898 un anno dopo il fuoco distruttore (1897), quindi devastato e abbandonato nel silenzio generale. Ed ora è arrivato il tempo della rinascita, grazie alla Stauffer, alla liuteria e ad un sogno che adesso abbiamo iniziato a toccare con mano.

Il fotoservizio è di Francesco Sessa Ventura

 

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Mario Silla

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