Il non concerto di Muti e l'appello al mondo: "Svegliatevi, salviamo Villa Verdi. La casa del Michelangelo della musica"
13 set 2026
Non un concerto ma, per dirla con le parole di Riccardo Muti «una riunione di un gruppo di musicisti che si siede davanti a Villa di Verdi e dice al mondo: Volete svegliarvi? Questo luogo deve risuonare delle note nate qui». È andato così in scena ieri sera nella Villa Verdi di Sant’Agata l’umile attestato di amore per Verdi da parte del Maestro Muti che ha accompagnato al pianoforte un quintetto di insigni musicisti: Damiana Mizzi, Mara Gaudenzi, Giovanni Sala, Luca Salsi, Michele Pertusi. Assieme hanno ripercorso una scelta di arie verdiane, dal Nabucco (Tu sul labbro de’ veggenti) al Macbeth (Pietà, rispetto, amor) al Notturno per terzetto vocale accompagnato al flauto dalla solista Bianca Fioritodi. Un «non-concerto», come lo ha definito Muti, con valenza di «campanello d’allarme» rivolto ad una platea d’eccezione di invitati tra i quali tre ministri: Alessandro Giuli (Cultura), Gianmarco Mazzi (Turismo) e Tommaso Foti (Affari europei). Un «accorato appello» a non abbandonare al suo destino Villa Verdi, ad iniziare presto i lavori di ripristino e a riaprirla quanto prima al mondo. A fine concerto il messaggio «stupito» e di «rassicurazione» del ministro Alessandro Giuli che ha dichiarato: «Abbiamo già iniziato un percorso di investimenti, presto la Villa sarà nuovamente fruibile».
La Villa non abbisogna solo di restauri architettonici ma necessita anche di una particolare attenzione per il suo prezioso contenuto che annovera anche tre preziosi strumenti musicali che accompagnarono la vita musicale di Verdi: il fortepiano Johann Fritz in Wien del 1825; il pianoforte verticale Pleyel n. matricola 14306 del 1847 e il pianoforte Erard a coda n. matricola 33804 del 1861 che reca nella parte interna, accanto all’autografo di Verdi, anche quello di Pietro Anelli, costruttore di pianoforti a Cremona, che per molti anni curò la conservazione e l’efficienza sonora degli strumenti musicali di Verdi a Sant'Agata.
Verdi è sacro, è un patrimonio culturale inestimabile della Nazione ed è, come lo ha definito più volte Riccardo Muti, «il Michelangelo della musica». Per queste ragioni Villa Verdi andrà sostenuta nel percorso di restauro, senza cali di sipario, fino alla sua piena restituzione al pubblico e alla fruizione universale.
Fabio Perrone
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14/09/2026