"Ad Aldo Protti invidio tutto", intervista al baritono Luca Salsi che omaggerà l'artista cremonese al Ponchielli il 18 settembre
09 set 2026
E’ il primo spettacolo che riapre le porte del teatro Ponchielli per questa nuova stagione 2026 2027 (venerdì 18 settembre, ore 20,30). Ed è un omaggio a uno dei cremonesi più illustri del mondo della musica: il baritono Aldo Protti. Protagonista uno dei baritoni più apprezzati nello scenario lirico internazionale: Luca Salsi che sarà accompagnato al pianoforte da pianista Nelson Calzi. A pochi giorni dal concerto CremonaSera ha raggiunto Luca Salsi.
Maestro Luca Salsi che significato ha, nel mondo della lirica attuale, ricordare una figura come quella di Aldo Protti che può apparire lontanissimo dal punto di vista storico.
Ha un significato importantissimo perché Aldo Protti è stato sicuramente uno dei più grandi baritoni nel Novecento e sicuramente l'ultimo grande interprete della vera scuola italiana baritonale. Quella scuola che parte da Antonio Cotogni ed è poi e’ passata a Titta Ruffo, Riccardo Stracciari, Carlo Tagliabue fino al mio maestro Carlo Meliciani che mi parlava sempre di lui, di Aldo Protti , e lo chiamava il ‘mio fratellone’
Per arrivare appunto ad Aldo Protti che è stato probabilmente l'ultimo di questa grande scuola: quindi per me è un significato enorme.
Protti è sempre stato legatissimo a Verdi, addirittura quasi contiguo ai luoghi fisici verdiani. C’è un messaggio verdiano a livello interpretativo che ha trasmesso al successivo universo del canto e che è ancora attuale.
Nascere vicino ai luoghi di Verdi, anch'io sono a otto chilometri da questi posti e vivere in queste terre, aver respirato la stessa area, mangiare le stesse cose, vivere alla maniera verdiana sicuramente è un dato fondamentale per chi interpreta Verdi come fece Protti. Soprattutto in certi ruoli dove lui è stato assolutamente un'icona come ad esempio Rigoletto. Per me il Rigoletto di Aldo Poti è il più bello che esiste.
Verdi, alla fine era, un uomo semplice e da quello che mi raccontano chi ha conosciuto Aldo Protti mi ha spiegato che anche Aldo era una persona semplice genuina schietta io, purtroppo, non l'ho conosciuto
Scarpia di Puccini è Rigoletto di Verdi. Due icone del repertorio di Protti. Due figure che rappresentano il potere e la sua antite ma che sembrano attingere in uno stesso bacino di sentimenti. Un difetto o un pregio di Protti.
No, assolutamente un pregio, cioè il sapere veicolare i sentimenti e modificare modulare la voce. a seconda del personaggio che si interpreta, è assolutamente un pregio. In questo in questo Protti è stato un gigante come faceva il cattivo in Scarpia o in o ad esempio in Barnaba.
È’ stato un grande Barnaba nella Gioconda come nell‘Andrea Chenier o anche nei Pagliacci. Riusciva a piegare la sua voce a questi accenti paterni e a questi sentimenti melanconici . Soprattutto in Rigoletto o di altri ruoli dove esce questa vena malinconica era uno delle sue grandi capacità.
D’altronde, con la gran tecnica. che aveva poteva fare quello che ne aveva voglia. Poteva piegare la voce e poi modificarla e usarla come il personaggio richiedeva.
Cosa può invidiare a Protti ?
Tutto . Come per tutti questi grandi baritoni. A volte, fanno dei paragoni che sono assolutamente fuori luogo. Quando mi paragonano a volte a lui a volte a Bastianini.
Mi dicono: tu sembri uno delle grandi voci del passato e per me è una cosa che mi lusinga moltissimo che perché io sono un grande ‘vociomane’. Un amante delle voci del passato ma insomma non penso che sarei esistito in quell'epoca . Forse sì ma facendo ruoli forse più piccoli ecco perché c'erano talmente tanti baritoni immensi come lui che non so se avrei avuto spazio.
Cosa ha voluto scegliere per il pubblico cremonese affinché, attraverso la sua voce, ricordi questo grande artista cremonese nel suo teatro Ponchielli
Sarà più nella seconda parte del concerto dove ho messo un po' tutto il mio repertorio più usuale che era anche di Aldo Protti e se poi mi verranno chiesti dei bis. Nella prima parte ho messo un repertorio più leggero facendo anche un percorso un po' di quello che è stata la mia carriera. Ci sarà un po' un misto di tutto partendo da Mozart arrivando a Verdi. Poi ci sarà anche un omaggio a Ponchielli, visto che insomma il teatro è stato dedicato a lui.
Roberto Fiorentini
© Riproduzione riservata
10/09/2026