La viola Stradivari "Macdonald" alla Stretton Society attualmente è lo strumento più costoso quotato di Stradivari
30 apr 2026
Esiste in ambito liutario un mecenatismo "con uno scopo" ovvero quello di plasmare il futuro della musica attraverso un sostegno significativo ai musicisti non disgiunto dalla tutela del patrimonio culturale. Tale tipologia di mecenatismo è attuato da diversi anni dalla Stretton Society con sede a Berlino, che crede in una forma di gestione responsabile degli antichi strumenti che vengono affidati a valenti musicisti, spesso assegnatari anche di borse di studio. Attraverso l'acquisizione e l'oculata collocazione di strumenti rari, i membri della Stretton supportano direttamente artisti selezionati a cui sono affidati strumenti di liuteria rari e di pregio che vengono conservati, suonati, ascoltati e riportati in vita.
Questi strumenti, realizzati da liutai di fama mondiale, soprattutto cremonesi, sono apprezzati sia per il loro valore artistico sia per la loro eccezionale qualità sonora. A causa delle elevate quotazioni degli strumenti di liuteria che rendono questi pregevoli strumenti in gran parte inaccessibili agli artisti, la Stretton Society da anni ha deciso di affrontare questo problema facilitando il contatto tra mecenati e artisti: i mecenati acquistano questi strumenti, diventandone proprietari, e li offrono in prestito gratuito agli artisti.
In tal modo, i mecenati svolgono un ruolo fondamentale nel coltivare, promuovere e sostenere gli artisti e le loro carriere e gli artisti si impegnano a conservare e valorizzare gli strumenti antichi loro affidati. Dalla sua fondazione, la Stretton Society ha facilitato l'incontro di mecenati e musicisti consentendo ad oltre 30 strumenti rari di essere valorizzati. È stato affidato a Leonidas Kavakos il violino Antonio Stradivari "Archinto" (Cremona, 1721); a Pablo Ferrández il violoncello Antonio Stradivari (Cremona, 1689); a Vilde Frang il violino Giuseppe Guarneri del Gesù "ex Rode" (Cremona, 1734); a Inmo Yang il violino Giuseppe Guarneri del Gesù "Carrodus" (Cremona, 1743); a Noa Wildschut il violino Giuseppe Guarneri del Gesù "ex Lady Stretton" (Cremona, 1730 ca.); a Yamen Saadi il violino Antonio Stradivari "ex Fritz Kreisler" (Cremona, 1734); a Sergey Khachatryan il violino Antonio Stradivari "Kiesewetter" (Cremona, 1724 ca.); a Leonhard Baumgartner il violino Antonio Stradivari "ex Petherick" (Cremona, 1683); a Margarita Pochebut il violino Lorenzo Storioni (Cremona, 1784); a Simone Zhu il violino Zosimo Bergonzi (Cremona, 1760 ca.); a Maria Ioudenitch il violino Lorenzo Storioni (Cremona, 1790 ca.); a Michael Shaham il violino Omobono Stradivari "Blagrove" (Cremona 1705 circa).
Ultimo ingresso alla Stretton Society la viola "Macdonald" di Antonio Stradivari del 1719. È una delle sole dieci viole sopravvissute di Stradivari ed appartenuta al Marchese dalla Rosa di Parma. Nei tre secoli successivi fu di proprietà di diversi musicisti, liutai e commercianti, tra cui J.B. Vuillaume, John Betts e W.E. Hill & Sons. Il nome attuale dello strumento deriva dal suo proprietario, Godfrey Bosville, terzo barone Macdonald, che acquistò la viola negli anni Venti del XIX secolo. Nel 1964 fu acquistata per 81.000 dollari da Peter Schidlof, violista dell'Amadeus Quartet, scomparso nel 1987. La viola, considerata l'attuale più costoso strumento quotato di Stradivari, è stata assegnata dalla Stretton Society ad Amihai Grosz, prima viola dei Berliner Philharmoniker.
Fabio Perrone
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01/05/2026